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Accordo per i rifiuti contaminati ad Abijan

Giudizio:
Scarso Ottimo 

Scritto da: Salvatore G. Arnaldi
Pubblicato il 19 settembre 2009,  Ultimo Aggiornamento 14 dicembre 2009
Immagine di un fumetto Articolo letto 350 volte, non ci sono commenti. Lascia il tuo commento

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A Djibi nel nord della più grande città della Costa d'Avorio, il suolo contaminato dalla Probo Koala è stato raccolto in sacchi giganti bianchi che coprono un'area più grande di due campi da tennis; infatti tre anni dopo che la nave Probo Koala ha scaricato il suo carico ad Abidjan, non è ancora stato eseguito un adeguato lavoro di bonifica.

Nonostante vi siano cartelli indicanti che l'area di Djibi è contaminata, molte famiglie vivono nelle vicinanze e più di 30.000 ivoriani che sostengono di essere stati danneggiati dai rifiuti che tutti sanno essere tossici, sono ancora in attesa di risarcimento.

Attualmente, incoraggiati da segnali che la Trafigura (il trader petrolifero coinvolto nella vicenda con sede legale a Londra) sia in procinto di raggiungere un accordo extragiudiziale, le vittime nutrono maggiori speranze di poter finalmente vedersi risarcite le spese mediche. Gli ivoriani infatti hanno fatto causa a Trafigura per 100 milioni di sterline in una controversia che avrebbe dovuto essere discussa in tribunale il mese prossimo e sarebbe stata una delle class actions più pletorica del Regno Unito.

La controversia nasce dal fatto che diverse centinaia di tonnellate di rifiuti chimici provenienti dall'industria petrolifera furono sbarcati da una nave noleggiata dalla Trafigura nel porto della città dell'Africa occidentale e riversato in circa 15 siti in tutto Abidjan da un subappaltatore locale, Tommy.

Trafigura ha detto di aver consegnato i rifiuti in buona fede tuttavia il subappaltatore Tommy non aveva alcuna esperienza pregressa nel trattamento di tali rifiuti (fanghi tossici sulfurei). I siti contaminati includono la discarica principale cittadina, il Banco National Park, l'area intorno al carcere ed anche un terreno vicino alla baraccopoli più grande della città.

Guy Oulla, un insegnante nel quartiere di Cocody, racconta che si svegliò una notte di agosto 2006 in preda ad un forte odore che ritiene causa dei suoi sintomi influenzali e vomito. Lui e la sua famiglia hanno da allora cercato di ottenere un risarcimento. "Abbiamo bisogno di soldi per andare in ospedale ed eseguire tutti gli esami per determinare quale siano i danni che il nostro organismo ha subito" ha detto l'onorevole Oulla, 41. "Ho sentito un dolore molto forte allo stomaco ed ho avuto la febbre, vomito e poi la tosse. La maggior parte delle persone ha riportato sintomi simili: problemi respiratori, raffreddore, febbre e tosse ".

L'accordo in discussione dovrebbe risarcire ogni attore con una somma di poco superiore alle 1.000 sterline britanniche. Martyn Day, degli avvocati Leigh Day & Co, che ha inoltrato la causa, ha detto che la somma in discussione era "basata sulla serie di sintomi a breve termine, sostenuto dai nostri clienti".

Scontento dell'accordo è Angers Mavin Ouattara, rappresentante dell'Unione dei rifiuti tossici delle vittime. Egli ha riferito al giornale Times che accoglierebbe con favore qualsiasi pagamento risarcitorio, ma non un accordo che comporterebbe anche la statuizione che lo scarico di rifiuti non sia che in minima parte causa dei problemi di salute di lungo periodo degli attori, bensì abbia creato solamente disfunzioni di breve periodo. Egli ha riferito al giornale Times che "La gente come me, con malattie di lunga durata si sentirebbero presi in giro, se l'affare si concludesse con l'affermazione che i rifiuti non hanno avuto conseguenze con effetti duraturi".

Una relazione di questa settimana del rappresentante delle Nazioni Unite sui diritti umani Okechukwu Ibeanu,  ha stabilito che sono riscontrabili prima facie "indizi gravi" che i 15 morti siano stati diretta conseguenza dello smaltimento dei rifiuti da parte della Trafigura, la quale per parte sua ha sempre negato la responsabilità per l'incidente e ha definito il rapporto come impreciso.

Invero, da e-mail interne trapelate questa settimana, vi sono indicazioni che il personale dell'azienda era a conoscenza della pericolosità dei rifiuti. A tali affermazioni Trafigura ha replicato che dalle e-mail non si evince alcuna responsabilità diretta della società nell'accaduto.La notte scorsa Lord Strathclyde, leader del partito conservatore alla Camera dei Lord, ha annunciato, che avrebbe terminato i legami con Trafigura, in cui è un consigliere senza rappresentanza riferendo: "Ho letto delle vicende di Trafigura con una certa preoccupazione e sto facendo indagini personali sull'accaduto".


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